Václav ŠEDÝ photographer    

Václav Šedý è nato a Cesky Tesin (Repubblica Ceca). Dopo aver concluso gli studi presso la FAMU-Czech Republic National Academy of Cinema and Television di Praga, si è dedicato alla fotografia di architettura. All’inizio degli anni Ottanta si è trasferito in Italia, dove tuttora vive e lavora.
Dal 1980 a oggi ha pubblicato sulle riviste di architettura e design come “AU”, “Domus”, “Casabella”, “Abitare”, “Ottagono”, rivolgendo la propria attenzione all’architettura moderna e contemporanea. Ha realizzato servizi fotografici per diverse monografie relative all’opera di Benedetto Alfieri ad Asti, il Novecento in Toscana, la Glass House di Philip Johnson a New Canaan, la Casa del Municipio a Praga, l’opera architettonica di Vincenzo Scamozzi a Vicenza, le sculture di Arnaldo Pomodoro, la Casa Museo Boschi di Stefano a Milano. Ha inoltre partecipato al progetto Fototeca Carlo Scarpa per il CISA Andrea Palladio con l’ampia documentazione fotografica dell’architettura del maestro veneto, in Italia e all’estero. Ha collaborato con la Fondazione Michelucci, la Triennale di Milano, il CISA Andrea Palladio, la Fondazione G. Credito Valtellinese, la Fondazione Boschi di Stefano di Milano.Dal 2011 al 2013 è stato Direttore del Centro di Cultura Ceca a Milano, dove ha sviluppato progetti culturali inerenti le relazioni Italia-Repubblica Ceca in campo artistico, architettonico, editoriale, musicale, didattico e pedagogico, politico e sociale, organizzando mostre di architettura, fotografia, grafica e design, conferenze, concerti, dibattiti, presentazioni di libri e riviste, sia presso la sede milanese del Centro che in altri luoghi istituzionali a Milano, Roma, Trieste. Fra le varie attività quale Direttore del Centro va rilevata la promozione, insieme a GARIWO Onlus, della piantumazione degli alberi in memoria di Vaclav Havel a Milano e Jan Patocka a Brescia, con il coinvolgimento della sensibilità di molti intellettuali italiani.
Attento conoscitore della Storia dell’Architettura italiana e internazionale, la sua ricerca espressiva muove dall’interesse per la forma architettonica nell’evoluzione storica, coltivata sin dai primi tempi della sua attività con la collaborazione con il Museo Geografico Regionale di Cesky Tesin. Successivamente prevale la lettura critica del manufatto architettonico mediante la percezione degli elementi spaziali composti nel riquadro della fotografia. L’aspetto storico è il filo conduttore che lega i primi lavori a quelli più recenti, sviluppati mediante l’immagine digitale. Se la concezione del libro è risultata la modalità migliore per la presentazione della sua ricerca, gli allestimenti delle mostre hanno messo in luce le interrelazioni fra le immagini fotografiche e nuovi punti di vista critici sulle architetture riprese.
Al tradizionale lavoro fotografico in bianco/nero e colori, ha affiancato il progetto della conservazione visuale di un evento temporaneo (mostra “Christopher Dresser”, Triennale di Milano; mostra “I tesori dell'Università Statale di Milano”, Rotonda della Besana di Milano) e ha partecipato all’allestimento di mostre di architettura e design presso la Triennale di Milano, il CISA di Vicenza, la Rotonda della Besana di Milano, il Museo della Risiera di San Sabba (Trieste).

 

 

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